L’Africa, la moto, le strade di terra battuta, rossa e polverosa. Spingersi fino all’ultimo miglio, su piste piene di buche da schivare, che diventano laghi nel periodo delle piogge. Un ultimo miglio immaginario e concreto: lo spazio dell’avventura, dove si spingono i motociclisti più curiosi, sempre un po’ più in là, in cerca dei percorsi meno noti.

Percorrendo questo ultimo miglio si fanno incontri, nascono amicizie, si sviluppano piani. “In moto con l’Africa” è uno di questi progetti nati sulla strada, per unire la passione per il viaggio alla solidarietà. Per aiutare Medici con l’Africa Cuamm: organizzazione italiana che da oltre settant’anni lavora in Africa per garantire l’accesso alle cure alle persone che vivono in questo ultimo miglio.

«Abbiamo attraversato in moto tutta l’Africa nel corso di innumerevoli raid – spiega Michele Orlando, cofondatore del neonato team “In moto con l’Africa” – e ci siamo resi conto che in quella terra ci sono contesti in cui le due ruote possono fare la differenza, aiutando a salvare delle vite. Le moto sono un mezzo versatile, economico e maneggevole, in grado di aggirare ostacoli che a volte neppure i 4×4 riescono a superare. Abbiamo visto Medici con l’Africa Cuamm utilizzare le moto come delle ambulanze, per portare le donne a partorire in ospedale, per trasferire bambini malati o per far arrivare medici e vaccini nei villaggi più remoti».

Per anni, con il Marco Polo Team, Michele Orlando ha sostenuto i progetti di Medici con l’Africa Cuamm, andando anche a visitarli in prima persona, rigorosamente in sella a una moto. Insieme hanno visto le vaste pianure, le capanne sparse, i piccoli orti e i pastori bambini che inseguono le capre lungo rare strade asfaltate, lontane dai villaggi. Poi nel 2019 scatta una nuova sfida: il Mattino di Padova lancia una sottoscrizione per raccogliere fondi a favore di Medici con l’Africa Cuamm, per comprare moto da usare proprio come moto-ambulanze. Alla fine, anche grazie all’impegno del team, si riescono a comprare ventisei moto. Ma ecco una spinta in più: l’idea di creare un’ unione di motociclisti impegnati su questi temi. Nasce “In moto con l’Africa”.

Oltre a Michele Orlando, anche Ugo Passerini, Luigi Fasolato, Marco Visonà e Nicola Andreetto ad animare il team, che ha come prima destinazione in Africa la Sierra Leone, a inizio 2020, per visitare i progetti di Medici con l’Africa Cuamm e rinnovare la fiducia.

«Abbiamo visto in prima persona – spiegano – come le due ruote siano fondamentali in quei contesti e ci siamo sentiti orgogliosi di essere motociclisti. La moto, da noi tanto amata, può salvare vite, giungendo in soccorso di donne e bambini là dove altri mezzi non arrivano. Ecco perché abbiamo deciso di impegnarci in questo progetto e di coinvolgere quanti più appassionati possibile, per dotare Medici con l’Africa Cuamm di moto che, in varie parti d’Africa, possano coprire quell’ultimo miglio. Essere motociclisti sarà così ancora più bello».

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Ci sono molti modi per aiutare ed assicurare trasporti d’emergenza non solo in moto.

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